“Univeneto” con circa 120 mila studenti iscritti conta su un patrimonio netto non vincolato di circa 760 milioni di euro. Immobili (e non solo) di proprietà degli Atenei di Padova, Verona, Ca’ Foscari e Iuav.
Quello dei suicidi in carcere è un tema urgente che interroga le istituzioni e la società civile sullo stato di salute del sistema detentivo in Italia. I dati degli ultimi anni sono allarmanti: dal 2021 al 2025 il numero di suicidi in carcere è aumentato del 35,6%. All’inizio del 2026 due detenuti si sono tolti la vita nel carcere Due Palazzi di Padova. Allarghiamo lo sguardo attraverso i dati e l’analisi del sociologo del carcere Alessandro Maculan.
Unipd, un cantiere sempre aperto. Il Bo compra (e, a volte, vende…) terreni e immobili. Progetta nuovi “poli” e ristruttura edifici. Paga affitti, alimenta la costruzione degli studentati e gestisce appalti edilizi. Del resto, il bilancio annuale dell’Ateneo sfiora il miliardo di euro: da secoli, la vera Grande Fabbrica di Padova…
Padova diseguale: la voragine tra i redditi, la scomparsa del ceto medio e l’urbanistica che esclude
Il coefficiente di Gini, che misura le disuguaglianze nei redditi, a Padova risulta del 0,486, un valore piuttosto elevato rispetto alla media nazionale italiana e in crescita negli ultimi 20 anni. Sono forti le differenze tra i redditi medi nei diversi quartieri. Ad aggravare la tendenza, l’urbanistica che sempre di più è uno strumento di ingiustizia ed esclusione sociale. Tutto il contrario di quello che servirebbe per rendere la città più giusta, più vivibile e più felice.
Con quasi 300 agenzie immobiliari (di cui la metà nel centro storico), Padova si conferma… eccellente nel “commercio del mattone”.
A partire dagli anni Novanta, il settore delle costruzioni è pienamente diventato una nuova frontiera dell’accumulazione e della circolazione del capitale. I fondi immobiliari assumono un ruolo centrale. Il modello degli studentati privati — che abbiamo visto affermarsi a Padova negli ultimi cinque anni — rappresenta una vera e propria porta d’ingresso dei fondi nel mercato urbano.
L’idea di far convivere nella medesima area Fiera un hub di ingegneria, lo spazio concerti, l’albergo, la sala congressi e quel che resta degli spazi espositivi sembra figlia di un incubo da post cenone natalizio. Ma è la nitida fotografia della confusione che domina il futuro della città, il sintomo di un’incertezza più profonda: non è chiaro quale Padova si voglia costruire. E questa non è una discussione astratta, perché si innesta su interessi molto reali che attraversano la città.
Una società “mista”. Un’impresa finanziaria. Una banca. Tre evidenze di altrettanti crac che hanno contrassegnato la Padova del “ventennio” di amministrazione prima con il centro-sinistra sussidiario e oggi con il civismo degli interessi composti. Un articolo di Ernesto Milanesi.
Il 16 novembre 2025 l’assemblea dell’Ex Macello pubblico di Padova (via Cornaro) offre un pranzo e una conversazione collettiva per fare il punto a sei anni dallo sgombero e dopo oltre un anno di attesa della firma del patto di collaborazione.
Che forma ha la città che viviamo ogni giorno? E come cambia il nostro modo di abitarla? A partire da queste domande nasce la rassegna City Vision Docs, quattro film documentari che, attraverso lo sguardo di giovani registi, diventano lente d’ingrandimento sulla vita urbana, raccontando ciò che spesso sfugge ai nostri occhi: relazioni, contraddizioni, spazi dimenticati, possibilità inattese. L’appuntamento è per martedì 21 ottobre dalle ore 15 alle 17.30 all’auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova (via Altinate 71).