di Ernesto Milanesi
Unipd, un cantiere sempre aperto.
Il Bo compra (e, a volte, vende…) terreni e immobili. Progetta nuovi “poli” e ristruttura edifici. Paga affitti, alimenta la costruzione degli studentati (leggi l’articolo di Gianni Belloni sul ruolo dei fondi immobiliari negli studentati privati, ndr) e gestisce appalti edilizi.
Del resto, il bilancio annuale dell’Ateneo sfiora il miliardo di euro: da secoli, la vera Grande Fabbrica di Padova…
Le ultime delibere
Nella seduta del Consiglio di Ateneo del 19 dicembre scorso, è stato confermato l’acquisto della chiesa nel complesso Beato Pellegrino per 484 mila 848 euro più 49.152 euro di spese notarili.
Poi si procederà ad iscrivere al patrimonio dell’Università il terreno fra via Marzolo e via Luzzati. Di proprietà della Fondazione Ducceschi, costa 307 mila euro più altri 35 mila di procedure legali.
Nel 2026, invece, è stata prevista la vendita di due appartamenti e un garage in via Luzzati 16/B. Le unità immobiliari di 130 metri quadrati sono al terzo e ultimo piano; verranno cedute all’asta con prezzo di partenza rispettivamente di 200 e 190 mila euro.
Infine, si aliena la quota indivisa dello scoperto condominiale di 144 metri quadrati nel condominio Storione adibito a parcheggio: vale 55.935 euro.
Il Piano triennale dei cantieri
In programma una spesa di oltre 381 milioni, anche grazie a 129 milioni di finanziamenti esterni. Spicca il Progetto Piave Futura con un costo previsto di 90 milioni, mentre ad Agripolis si realizzeranno nuove strutture sportive per 22 milioni.
In dettaglio, il Piano comporta nuovi edifici: aule, laboratori e uffici in via Gradenigo-Ognissanti (14 milioni); uffici, studi e aule nel Campus di Legnaro (14 milioni). Inoltre recuperi edilizi: ex Collegio Meneghetti per alloggi studenti (13 milioni); complesso ex convento San Giorgio in via del Padovanino (12,5 milioni); ex Collegio Ederle (10 milioni).
Il documento del Bo sottolinea le “Grandi Opere” completate recentemente: «La nuova sede della Scuola di Ingegneria (28,5 milioni di euro) e la realizzazione dell’edificio “Quantum computing” in via Luzzatti (circa 6 milioni di euro). Sono stati inoltre completati interventi per 7,7 milioni di euro nella fascia intermedia, tra cui l’adeguamento impiantistico del complesso Vallisneri (circa 6,2 milioni di euro) e il completamento della riqualificazione di Viale dell’Università e della pista ciclabile a Legnaro (circa 1,5 milioni di euro)».
Il patrimonio immobiliare
L’elenco comprende oltre 200 voci fra fabbricati e terreni, non soltanto a Padova.
Appartengono all’Ateneo la Casa della gioventù a Bressanone, il Laboratorio di ecologia montana a San Vito di Cadore, villa Revedin e casa Rebellato a Castelfranco, il lascito Marino Boschetto a Este. Inoltre risultano in comodato edifici, poli didattici e altre strutture a Treviso, Vicenza, Chioggia, Conegliano e Gaiarine.
Sono, invece, di proprietà del Demanio dello Stato tutti i “luoghi simbolo” dell’Università: palazzo del Bo, Liviano, palazzo del Capitanio, l’Orto Botanico, l’Osservatorio astronomico di Asiago (cupola, uffici, foresteria, officina con autorimessa, ex padiglione Shmidt, ex alloggio custode).
Anche molti spazi della sanità pubblica risultano del Demanio: Istituti anatomici in via Falloppio, Microbiologia, Fisiologia umana, Igiene in via Loredan, Neuroradiologia, Cliniche universitarie (Ostetrica, Pediatrica, Semeiotica, Dermosifilopatica), il Centro di cardiologia, le aule e la biblioteca del Policlinico, Emodinamica, ambulatori e degenze nel Policlinico.
Infine, di proprietà dello Stato e non del Bo sono anche il complesso Cavalli in via Giotto, il complesso Ingegneria in via Marzolo, il palazzetto in via Ognissanti, l’edificio Galilei di Fisica, quello di Scienze farmaceutiche, Farmacologia, ex Agraria al Portello, il Polo Scienze della terra, il complesso Elettrotecnica, gli impianti sportivi del Cus in via Bruno, gli ex stabulari Piovego.
La gestione diretta del patrimonio immobiliare interessa un lungo elenco, che dimostra il ruolo dell’Università nella città. Si tratta di spazi per lo più concentrati nel “disegno urbanistico” ereditato dal fascismo e perfezionato negli anni ’60: palazzo Sala in via San Francesco, palazzo Ca’ Borin in via del Santo, la sede di Filologia slava in via Beldomandi, palazzo Storione, il palazzetto Anselmi-Casale e palazzo Grimani in Lungargine del Piovego, la Torre Archimede in via Trieste, il complesso di via Bassi, la Clinica Ortopedica, il Campus Agripolis di Legnaro, il complesso Vallisneri di Viale Colombo, “La Nave” al Portello, il laboratorio di via delle Ceramiche, il complesso Maldura, l’ex Banca MPS in via VIII Febbraio, l’ex Teatro Ruzante, l’ex convento San Giorgio in via del Padovanino, la concessione della cappella ossario in Cimitero, il condominio di via Luzzatti, la mensa Nord Piovego, il Collegio Morgagni, il Collegio Ederle, laboratori Image a Voltabarozzo, il Polo di Psicologia in via Venezia, il complesso didattico di via Campagnola, il centro linguistico e la casa dello studente in via Venezia, le aule studio del Centro universitario di via Zabarella, il complesso Santa Caterina di via Battisti, terreni a Salboro, il nuovo polo umanistico di via Beato Pellegrino, il complesso di Biomedicina in via Pescarotto, l’ex Paolotti di via Belzoni, le aule di via Luzzatti, palazzo Dottori e palazzo Wollemborg di via del Santo, il complesso Calfura.
E quasi 3 milioni in affitti…
L’Ateneo ha sborsato 2 milioni 943 mila 101 euro e 11 cent per saldarele “locazioni passive al 31 dicembre 2025”.
Un terzo della somma messa a bilancio per gli affitti riguarda il Padiglione 14 della Fiera: costano 1 milione 91 mila 869 e 50 cent all’anno.
Rilevanti anche i contratti di locazione che l’Università ha stipulato per le sue strutture in via Martiri della libertà (276.401,44 euro), gli uffici in piazza Antenore (210.444), per le aule nel centro Papa Luciani di via Forcellini (169.549,50) e in via San Massimo (102.480).
Anche le aule studio a beneficio degli studenti rappresentano un costo non indifferente: 70 mila euro d’affitto in via Galilei; 44 mila in via Marsala; 28 mila in via Jappelli e 45 mila in Galleria Tito Livio.
Il Bo paga poi 99.191 euro e 66 cent l’utilizzo degli spazi del Centro servizi clinici e psicologici in via Tommaseo; 81.479,86 per il Dipartimento FISPPA in via degli Obizzi; 67.500 per il Centro servizi informatici in Corso Spagna e 10.933 per il Dipartimento di Fisica e astronomia in Riviera Tiso da Camposampiero.
Foto di copertina: Palazzo Bo, Università di Padova. Foto di Francesco Dondi / Unsplash