Sabato 24 ottobre a Padova si tiene una manifestazione per l’edilizia scolastica, con partenza alle ore 11 in piazza Garibaldi, promossa dall’Associazione Genitori per l’Arcella con altre realtà. Pubblichiamo un’analisi di Paolo Roberti, docente di scienze delle finanze all’Università di Bolzano, in collaborazione con l’Associazione Genitori per l’Arcella, che mostra come la spesa per l’edilizia scolastica a Padova sia più bassa di altri 4 capoluoghi analoghi veneti ed emiliani.
Dopo il partecipato incontro del 23 settembre – con più di 40 persone presenti – nuovo appuntamento di Padova città sorgente lunedì 12 ottobre alle 18.30 in via san Giovanni da Verdara 139. Nel frattempo si sono insediati tre gruppi di lavoro – transizione climatica, abitare, qualità dell’economia – per mettere a punto le delibere d’iniziativa popolare.
Era il 1991 quando Francesco Tonucci formulò il progetto La città dei bambini. Ora vi aderiscono più di 300 città in tutto il mondo, tra cui Padova. Alla sala Fronte del Porto il 1 ottobre si proietta il documentario “La città dei bambini” alla presenza della regista Emanuela Tomassetti e dello stesso Tonucci.
A partire dai recenti annunciati provvedimenti del governo sul “tetto” del 30% di chi ha background migratorio nelle classi, Diego Di Masi e Alessio Surian analizzano come stanno cambiando le scuole del Veneto, di Padova e del quartiere Arcella. A partire da due fenomeni: il processo di segregazione e le politiche di dimensionamento degli istituti scolastici.
A circa un anno dalle prossime elezioni comunali, nasce a Padova un percorso per provare a portare la discussione sul futuro della città fuori dai soli tempi e linguaggi della campagna elettorale. Il primo appuntamento pubblico è previsto per mercoledì 23 settembre alle 18.30, presso i Missionari Comboniani di via San Giovanni di Verdara 139. L’incontro è aperto a persone e organizzazioni interessate a partecipare alla discussione.
Dopo la partecipata discussione collettiva su saggi d’inchiesta “La città umana o la città dei denari?” di giugno, sta per iniziare il nuovo ciclo di appuntamenti, confronto e discussione in Golena San Massimo di Padova (via S. Massimo, 137). “Scrivere e descrivere: Dialoghi sull’inchiesta narrativa”: quattro incontri-dialogo (17 e 24 settembre e 8 e 15 ottobre alle ore 18) – in una sorta di “laboratorio informale” – con altrettante personalità della narrazione non omologabile. Al centro la scrittura d’inchiesta, i fumetti di impegno civile, narrare con il video, scrittura sul campo.
Romano Mazzon e Gianni Belloni hanno incrociato i dati sulla distribuzione del reddito con gli indici di rischio calore (Global UHI Risk Index) pubblicati in una ricerca dell’Università di Padova e con le mappe del rischio idrogeologico. I risultati sono inequivocabili: chi guadagna meno vive anche in luoghi più a rischio per il caldo, più allagabili.
Pubblichiamo un intervento del gruppo Urbanistica e Contesto di Padova. La questione degli spazi pubblici a Padova richiederebbe una politica orientata a farne ambiti orizzontali, fruibili dalla cittadinanza in modo aperto e gratuito e gestiti a tutti gli effetti come beni comuni. Nelle righe seguenti si dimostrerà la distanza dell’Amministrazione Comunale da questa idea, attraverso i casi dell’ex Macello, ex Palazzina Coni, ex Configliachi e ex caserma Prandina.
Si sta concludendo un ciclo urbanistico che dura da oltre trent’anni. Con la trasformazione delle ultime tre grandi aree dismesse, Padova completa quasi integralmente la riconversione delle sue superfici industriali. Ma non è chiaro se vi sia davvero qualcosa da festeggiare. Studentati, supermercati, hotel e residenze assistite rappresentano davvero un progetto urbano o semplicemente la forma immobiliare che oggi garantisce maggiore redditività? È il modello economico che Padova immagina per il proprio futuro? E soprattutto: dopo aver consumato tutte le grandi aree della deindustrializzazione, quale sarà il prossimo progetto di città?
La sanità padovana – più o meno eccellente – sembra sempre nel limbo. Il nuovo assessore regionale Gino Gerosa, 68 anni, professore ordinario ex direttore della Cardiochirugia, si ritrova con il “vecchio” Giancarlo Ruscitti ritornato al vertice dell’Area Sanità e Sociale (come dal 2006 al 2010 con la giunta Galan). Un passo avanti e due indietro? Modello “accademico” o spazio alla privatizzazione? Forse si capirà meglio, alla luce di alcuni nodi da sciogliere.