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Padova città dei bambini e delle bambine? Il documentario su Francesco Tonucci alla sala Fronte del Porto

Francesco Tonucci

di Carlo Ridolfi

Era il 1991 quando Francesco Tonucci formulò il progetto La città dei bambini.

Pedagogista e ricercatore associato presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Tonucci aveva già una ricca esperienza di lavoro non solo teorico, ma anche a diretto contatto con l’infanzia e l’adolescenza.

Tra le altre cose, era stato consulente pedagogico (quasi un co-sceneggiatore, in pratica) di Vittorio De Seta nella realizzazione di quel formidabile esempio di film sull’educazione attiva che è Diario di un maestro (1973, disponibile in streaming su RaiPlay) e per i successivi quattro documentari della serie Quando la scuola cambia e aveva collaborato a più riprese con Mario Lodi e Loris Malaguzzi.

Iniziato nel comune di Fano, il progetto – poi sviluppato e definito nell’omonimo libro pubblicato nel 1996 da Laterza – partiva da un assunto semplice, ma decisivo: è necessario cambiare il punto di vista e il paradigma che concepisce la strutturazione della vita delle città. Non più il punto di vista degli adulti (anzi, di un idealtipico maschio trentenne abile produttivo e automunito), ma quello ad altezza di bambini e bambine (e di ragazze e ragazzi). Non solo l’occasionale concessione a loro di qualche spazio pubblico di espressione, magari per far fare bella figura a sindaco o assessore di turno, ma la presa di parola concreta che abbia concreta influenza sulle decisioni delle amministrazioni.

Come si legge nella pagina dedicata al progetto del sito www.francescotonucci.org: “L’obiettivo della Città dei bambini è mettere i bambini al centro delle decisioni politiche della città, nella consapevolezza che, come dice Tonucci, se una città è buona per i bambini, sarà una buona città per tutte le categorie di cittadini”.

Dalle Marche il progetto si è esteso ad altre città d’Italia e poi in Europa e nel mondo, Spagna e in alcuni paesi dell’America Latina in particolare.

Anche il comune di Padova è tra gli aderenti/sostenitori del progetto e sarebbe davvero interessante poter ricostruire non solo quando e da chi fu data l’adesione, ma quanto e come le linee portanti del progetto abbiano informato (o possano informare, anche nel vicinissimo prossimo futuro) le scelte dell’Amministrazione locale.

Nel 2025 la regista Emanuela Tomassetti ha realizzato il documentario La città dei bambini. L’utopia di Francesco Tonucci.

Il trailer del film La città dei bambini. L’utopia di Francesco Tonucci

Attivista della cultura cinematografica e documentarista, già autrice, tra gli altri, nel 2018 de La memoria del Condor, il racconto di familiari e amici di alcune vittime delle dittature sudamericane, Emanuela Tomassetti ha raccolto l’eredità desetiana realizzando un film bello e importante, che suggerisce  un pizzico di indignazione, un po’ di giusta rabbia e molta, davvero molta fiducia nella validità della proposta di Tonucci.

Ripreso in molte parti del documentario nella sua magnifica abitazione marchigiana, in un ambiente che, unito all’imbiancarsi della folta barba e dei folti capelli, fa assomigliare sempre più Francesco Tonucci a un mastro Geppetto dei giorni nostri, questo vero e prezioso falegname di idee generative ripropone considerazioni e affermazioni che non possiamo che condividere.

La sua voce fuori campo, ancora sui titoli di testa, ripresa da un programma televisivo di qualche anno fa ci dice: “Cambiare la città assumendo il bambino come parametro”.

Ecco, quindi, che la proposta diventa immediatamente da suggestione idealistica a proposta politica. Lo confermano le dichiarazioni sia delle persone che se ne sono occupate in Italia (Paola Stolfa, coordinatrice del progetto a Fano; Beatrice Farneti, che nello stesso comune ha seguito il progetto Andiamo a scuola da soli; Francesco Langella, coordinatore a San Giorgio in Cremano), sia di coloro che ci lavorano all’estero (Lorena Morachino, coordinatrice della rete internazionale; Carolina Balparda e Desiré Chiqui Gonzalez di Rosario, Argentina; Miguel Anxo Fernandez, sindaco di Pontevedra, Spagna; ricordando che dal 1991 hanno aderito al progetto La città dei bambini più di 300 città in Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Libano, Argentina, Uruguay, Brasile, Colombia, Perù, Cile, Messico, Costarica, Repubblica Dominicana).

C’è un altro aspetto che arricchisce  un documentario già molto prezioso: l’utilizzo del repertorio. Emanuela Tomassetti monta con sapienza sequenze da Giochi di bimbi (Plinio Novelli, 1950), I bambini (Citto Maselli, 1952), Giocare (Giulio Questi, 1957) e Città nemica (Andrea Frezza, 1964).

E inserisce – e qui arriva persino una punta di commozione – una tenerissima intervista di Carlo Mazzarella a Luciano Bianciardi, nella quale il grande scrittore grossetano, arrivato da anni in quella Milano che ha descritto in libri indimenticabili come L’integrazione o La vita agra, racconta all’amico giornalista – dicendogli, con tono accorato: “Se tu sapessi la sorte dei bambini in questa città” – di un’infanzia urbana per la quale sia l’elefante che la mucca sono animali esotici.

Immagini, parole, suoni e musiche ci propongono un’utopia – nel significato, come ricorda lo stesso Tonucci, che a questa insostituibile parola ha dato Eduardo Galeano – che non è un “non-luogo”, una u-topia, ma un “buon luogo”, una eu-topia: da immaginare e costruire partendo dai bambini e dalle bambine e dalle ragazze e dai ragazzi.

Una rivoluzione possibile? Francesco Tonucci e il documentario di Emanuela Tomassetti ci dicono di sì. Non di quelle rivoluzioni che insanguinano le strade e le piazze e che sostituiscono un potere con un altro, a volte peggiore di quello destituito.

Una rivoluzione gentile, nonviolenta, piccola nell’essere necessaria giorno dopo giorno ma grande nelle prospettive.

Quella che ci indicano le parole della giovanissima Desiré, che abita a san Giorgio a Cremano, vicino Napoli (paese natale di Massimo Troisi):

“Secondo me san Giorgio – ma il concetto è estendibile ovunque – ha bisogno, non solo tra le persone, ma anche in quello che ci circonda, di un po’ più di felicità.

Perché se io guardo le persone per strada sento una tristezza che non ti dico. Secondo me sono tristi anche perché così come i bambini non sono considerati, non tutti gli adulti vengono considerati”.

“Un po’ più di felicità…”, frase che riecheggia Gilles Deleuze quando scrive:

“Un po’ di possibile, sennò soffoco”.

E grazie a questo film e al lavoro di Francesco Tonucci, possiamo continuare a respirare.

Il documentario La città dei bambini. L’utopia di Francesco Tonucci sarà presentato a Padova giovedì 1 ottobre 2026 alle ore 20.30 nella sala Fronte del Porto in via Santa Maria Assunta, 20.

Organizzata dal Comune di Padova, nel quadro della serie di iniziative Essere genitori oggi dell’Alleanza per le Famiglie di Padova, con la collaborazione della Consulta 2 Nord e dell’Associazione Genitori Arcella, la serata sarà ulteriormente arricchita dalla partecipazione, dopo la proiezione del film, della regista Emanuela Tomassetti e di Francesco Tonucci.

L’ingresso è gratuito, con richiesta di prenotazione su lacittadeibambini.eventbrite.it.

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