A circa un anno dalle prossime elezioni comunali, nasce a Padova un percorso per provare a portare la discussione sul futuro della città fuori dai soli tempi e linguaggi della campagna elettorale. Il primo appuntamento pubblico è previsto per mercoledì 23 settembre alle 18.30, presso i Missionari Comboniani di via San Giovanni di Verdara 139. L’incontro è aperto a persone e organizzazioni interessate a partecipare alla discussione.
Pubblichiamo un intervento del gruppo Urbanistica e Contesto di Padova. La questione degli spazi pubblici a Padova richiederebbe una politica orientata a farne ambiti orizzontali, fruibili dalla cittadinanza in modo aperto e gratuito e gestiti a tutti gli effetti come beni comuni. Nelle righe seguenti si dimostrerà la distanza dell’Amministrazione Comunale da questa idea, attraverso i casi dell’ex Macello, ex Palazzina Coni, ex Configliachi e ex caserma Prandina.
Si sta concludendo un ciclo urbanistico che dura da oltre trent’anni. Con la trasformazione delle ultime tre grandi aree dismesse, Padova completa quasi integralmente la riconversione delle sue superfici industriali. Ma non è chiaro se vi sia davvero qualcosa da festeggiare. Studentati, supermercati, hotel e residenze assistite rappresentano davvero un progetto urbano o semplicemente la forma immobiliare che oggi garantisce maggiore redditività? È il modello economico che Padova immagina per il proprio futuro? E soprattutto: dopo aver consumato tutte le grandi aree della deindustrializzazione, quale sarà il prossimo progetto di città?
La sanità padovana – più o meno eccellente – sembra sempre nel limbo. Il nuovo assessore regionale Gino Gerosa, 68 anni, professore ordinario ex direttore della Cardiochirugia, si ritrova con il “vecchio” Giancarlo Ruscitti ritornato al vertice dell’Area Sanità e Sociale (come dal 2006 al 2010 con la giunta Galan). Un passo avanti e due indietro? Modello “accademico” o spazio alla privatizzazione? Forse si capirà meglio, alla luce di alcuni nodi da sciogliere.
Tra il 9 e il 12 maggio 2026 l’Ex Macello di via Cornaro a Padova è tornato a vivere. Per quattro giorni lo spazio è stato attraversato da musica, cucina sociale, dibattiti, assemblee, arte e momenti di confronto aperti alla cittadinanza. A promuovere il presidio sono state realtà informali e collettive che gravitano attorno a Cucina Brigante, Food Not Bombs, insieme ad artisti, musicisti, laboratori culturali e persone che da anni frequentano o attraversano l’area dell’Ex Macello.
La Golena San Massimo di Padova sarà teatro di riflessione e dibattito nel corso della prossima iniziativa promossa da Lies con il contributo di Cooperativa il Piovego, Asu e Urbanistica e Contesto, nell’ambito del progetto di rivitalizzazione dell’area della Golena San Massimo finanziato da Fondazione Cariparo tramite il bando Luoghi Comuni. Quattro incontri per discutere altrettanti libri sulla città, nel mese di giugno, più un workshop sull’inchiesta (l’11 giugno alle ore 16, iscrizione gratuita scrivendo a laboratorio.inchiesta@gmail.com).
La “cartella clinica” della sanità veneta. In dettaglio, lungo 591 pagine infarcite di grafici, tabelle e statistiche. È la Relazione Socio Sanitaria 2025: pubblica e attingibile anche nel web.
Ernesto Milanesi ripercorre la storia dell’ex caserma Romagnoli di Chiesanuova a Padova, edificio simbolo della seconda guerra mondiale la cui memoria è messa a rischio da un progetto di rigenerazione urbana.
Pubblichiamo volentieri la lettera dell’Assemblea dell’ex Macello inviata alle assessore Francesca Benciolini e Margherita Colonnello e all’assessore Andrea Colasio in merito alla futura gestione dell’area.
Il Foro Boario è una delle maggiori opere architettoniche del dopoguerra realizzate a Padova. Secondo Urbanistica & Contesto, il Comune dovrebbe revocare la convenzione sottoscritta con Leroy Merlin e DIZ (ZED!) e restaurare il bene destinandolo a usi pubblici.