Romano Mazzon e Gianni Belloni hanno incrociato i dati sulla distribuzione del reddito con gli indici di rischio calore (Global UHI Risk Index) pubblicati in una ricerca dell’Università di Padova e con le mappe del rischio idrogeologico. I risultati sono inequivocabili: chi guadagna meno vive anche in luoghi più a rischio per il caldo, più allagabili.
Pubblichiamo un intervento del gruppo Urbanistica e Contesto di Padova. La questione degli spazi pubblici a Padova richiederebbe una politica orientata a farne ambiti orizzontali, fruibili dalla cittadinanza in modo aperto e gratuito e gestiti a tutti gli effetti come beni comuni. Nelle righe seguenti si dimostrerà la distanza dell’Amministrazione Comunale da questa idea, attraverso i casi dell’ex Macello, ex Palazzina Coni, ex Configliachi e ex caserma Prandina.
Si sta concludendo un ciclo urbanistico che dura da oltre trent’anni. Con la trasformazione delle ultime tre grandi aree dismesse, Padova completa quasi integralmente la riconversione delle sue superfici industriali. Ma non è chiaro se vi sia davvero qualcosa da festeggiare. Studentati, supermercati, hotel e residenze assistite rappresentano davvero un progetto urbano o semplicemente la forma immobiliare che oggi garantisce maggiore redditività? È il modello economico che Padova immagina per il proprio futuro? E soprattutto: dopo aver consumato tutte le grandi aree della deindustrializzazione, quale sarà il prossimo progetto di città?
La “cartella clinica” della sanità veneta. In dettaglio, lungo 591 pagine infarcite di grafici, tabelle e statistiche. È la Relazione Socio Sanitaria 2025: pubblica e attingibile anche nel web.
Ernesto Milanesi ripercorre la storia dell’ex caserma Romagnoli di Chiesanuova a Padova, edificio simbolo della seconda guerra mondiale la cui memoria è messa a rischio da un progetto di rigenerazione urbana.
Pubblichiamo volentieri la lettera dell’Assemblea dell’ex Macello inviata alle assessore Francesca Benciolini e Margherita Colonnello e all’assessore Andrea Colasio in merito alla futura gestione dell’area.
Il Foro Boario è una delle maggiori opere architettoniche del dopoguerra realizzate a Padova. Secondo Urbanistica & Contesto, il Comune dovrebbe revocare la convenzione sottoscritta con Leroy Merlin e DIZ (ZED!) e restaurare il bene destinandolo a usi pubblici.
La diseguaglianza – misurata con il coefficiente di Gini, il principale indicatore statistico utilizzato per misurare le differenze tra i redditi – colpisce soprattutto le città e cresce in fretta. Abbiamo preso in considerazione il famoso triangolo Padova, Treviso, Venezia (PaTreVe). I dati mostrano che il divario interno a queste tre città è cresciuto più rapidamente rispetto alla media nazionale negli ultimi vent’anni. Se a livello nazionale l’incremento è stato del 0,38%, nelle tre città PaTreVe, l’incremento dell’indicatore di diseguaglianza dei redditi è stato prossimo o superiore al 2,5%.
Quello dei suicidi in carcere è un tema urgente che interroga le istituzioni e la società civile sullo stato di salute del sistema detentivo in Italia. I dati degli ultimi anni sono allarmanti: dal 2021 al 2025 il numero di suicidi in carcere è aumentato del 35,6%. All’inizio del 2026 due detenuti si sono tolti la vita nel carcere Due Palazzi di Padova. Allarghiamo lo sguardo attraverso i dati e l’analisi del sociologo del carcere Alessandro Maculan.
Padova diseguale: la voragine tra i redditi, la scomparsa del ceto medio e l’urbanistica che esclude
Il coefficiente di Gini, che misura le disuguaglianze nei redditi, a Padova risulta del 0,486, un valore piuttosto elevato rispetto alla media nazionale italiana e in crescita negli ultimi 20 anni. Sono forti le differenze tra i redditi medi nei diversi quartieri. Ad aggravare la tendenza, l’urbanistica che sempre di più è uno strumento di ingiustizia ed esclusione sociale. Tutto il contrario di quello che servirebbe per rendere la città più giusta, più vivibile e più felice.