La “cartella clinica” della sanità veneta. In dettaglio, lungo 591 pagine infarcite di grafici, tabelle e statistiche. È la Relazione Socio Sanitaria 2025: pubblica e attingibile anche nel web.
Ernesto Milanesi ripercorre la storia dell’ex caserma Romagnoli di Chiesanuova a Padova, edificio simbolo della seconda guerra mondiale la cui memoria è messa a rischio da un progetto di rigenerazione urbana.
Pubblichiamo volentieri la lettera dell’Assemblea dell’ex Macello inviata alle assessore Francesca Benciolini e Margherita Colonnello e all’assessore Andrea Colasio in merito alla futura gestione dell’area.
Il Foro Boario è una delle maggiori opere architettoniche del dopoguerra realizzate a Padova. Secondo Urbanistica & Contesto, il Comune dovrebbe revocare la convenzione sottoscritta con Leroy Merlin e DIZ (ZED!) e restaurare il bene destinandolo a usi pubblici.
La diseguaglianza – misurata con il coefficiente di Gini, il principale indicatore statistico utilizzato per misurare le differenze tra i redditi – colpisce soprattutto le città e cresce in fretta. Abbiamo preso in considerazione il famoso triangolo Padova, Treviso, Venezia (PaTreVe). I dati mostrano che il divario interno a queste tre città è cresciuto più rapidamente rispetto alla media nazionale negli ultimi vent’anni. Se a livello nazionale l’incremento è stato del 0,38%, nelle tre città PaTreVe, l’incremento dell’indicatore di diseguaglianza dei redditi è stato prossimo o superiore al 2,5%.
Quello dei suicidi in carcere è un tema urgente che interroga le istituzioni e la società civile sullo stato di salute del sistema detentivo in Italia. I dati degli ultimi anni sono allarmanti: dal 2021 al 2025 il numero di suicidi in carcere è aumentato del 35,6%. All’inizio del 2026 due detenuti si sono tolti la vita nel carcere Due Palazzi di Padova. Allarghiamo lo sguardo attraverso i dati e l’analisi del sociologo del carcere Alessandro Maculan.
Padova diseguale: la voragine tra i redditi, la scomparsa del ceto medio e l’urbanistica che esclude
Il coefficiente di Gini, che misura le disuguaglianze nei redditi, a Padova risulta del 0,486, un valore piuttosto elevato rispetto alla media nazionale italiana e in crescita negli ultimi 20 anni. Sono forti le differenze tra i redditi medi nei diversi quartieri. Ad aggravare la tendenza, l’urbanistica che sempre di più è uno strumento di ingiustizia ed esclusione sociale. Tutto il contrario di quello che servirebbe per rendere la città più giusta, più vivibile e più felice.
Con quasi 300 agenzie immobiliari (di cui la metà nel centro storico), Padova si conferma… eccellente nel “commercio del mattone”.
A partire dagli anni Novanta, il settore delle costruzioni è pienamente diventato una nuova frontiera dell’accumulazione e della circolazione del capitale. I fondi immobiliari assumono un ruolo centrale. Il modello degli studentati privati — che abbiamo visto affermarsi a Padova negli ultimi cinque anni — rappresenta una vera e propria porta d’ingresso dei fondi nel mercato urbano.
L’idea di far convivere nella medesima area Fiera un hub di ingegneria, lo spazio concerti, l’albergo, la sala congressi e quel che resta degli spazi espositivi sembra figlia di un incubo da post cenone natalizio. Ma è la nitida fotografia della confusione che domina il futuro della città, il sintomo di un’incertezza più profonda: non è chiaro quale Padova si voglia costruire. E questa non è una discussione astratta, perché si innesta su interessi molto reali che attraversano la città.