Era il 1991 quando Francesco Tonucci formulò il progetto La città dei bambini. Ora vi aderiscono più di 300 città in tutto il mondo, tra cui Padova. Alla sala Fronte del Porto il 1 ottobre si proietta il documentario “La città dei bambini” alla presenza della regista Emanuela Tomassetti e dello stesso Tonucci.
A partire dai recenti annunciati provvedimenti del governo sul “tetto” del 30% di chi ha background migratorio nelle classi, Diego Di Masi e Alessio Surian analizzano come stanno cambiando le scuole del Veneto, di Padova e del quartiere Arcella. A partire da due fenomeni: il processo di segregazione e le politiche di dimensionamento degli istituti scolastici.
Romano Mazzon e Gianni Belloni hanno incrociato i dati sulla distribuzione del reddito con gli indici di rischio calore (Global UHI Risk Index) pubblicati in una ricerca dell’Università di Padova e con le mappe del rischio idrogeologico. I risultati sono inequivocabili: chi guadagna meno vive anche in luoghi più a rischio per il caldo, più allagabili.
Pubblichiamo un intervento del gruppo Urbanistica e Contesto di Padova. La questione degli spazi pubblici a Padova richiederebbe una politica orientata a farne ambiti orizzontali, fruibili dalla cittadinanza in modo aperto e gratuito e gestiti a tutti gli effetti come beni comuni. Nelle righe seguenti si dimostrerà la distanza dell’Amministrazione Comunale da questa idea, attraverso i casi dell’ex Macello, ex Palazzina Coni, ex Configliachi e ex caserma Prandina.
Si sta concludendo un ciclo urbanistico che dura da oltre trent’anni. Con la trasformazione delle ultime tre grandi aree dismesse, Padova completa quasi integralmente la riconversione delle sue superfici industriali. Ma non è chiaro se vi sia davvero qualcosa da festeggiare. Studentati, supermercati, hotel e residenze assistite rappresentano davvero un progetto urbano o semplicemente la forma immobiliare che oggi garantisce maggiore redditività? È il modello economico che Padova immagina per il proprio futuro? E soprattutto: dopo aver consumato tutte le grandi aree della deindustrializzazione, quale sarà il prossimo progetto di città?
La “cartella clinica” della sanità veneta. In dettaglio, lungo 591 pagine infarcite di grafici, tabelle e statistiche. È la Relazione Socio Sanitaria 2025: pubblica e attingibile anche nel web.
Ernesto Milanesi ripercorre la storia dell’ex caserma Romagnoli di Chiesanuova a Padova, edificio simbolo della seconda guerra mondiale la cui memoria è messa a rischio da un progetto di rigenerazione urbana.
Pubblichiamo volentieri la lettera dell’Assemblea dell’ex Macello inviata alle assessore Francesca Benciolini e Margherita Colonnello e all’assessore Andrea Colasio in merito alla futura gestione dell’area.
Il Foro Boario è una delle maggiori opere architettoniche del dopoguerra realizzate a Padova. Secondo Urbanistica & Contesto, il Comune dovrebbe revocare la convenzione sottoscritta con Leroy Merlin e DIZ (ZED!) e restaurare il bene destinandolo a usi pubblici.
La diseguaglianza – misurata con il coefficiente di Gini, il principale indicatore statistico utilizzato per misurare le differenze tra i redditi – colpisce soprattutto le città e cresce in fretta. Abbiamo preso in considerazione il famoso triangolo Padova, Treviso, Venezia (PaTreVe). I dati mostrano che il divario interno a queste tre città è cresciuto più rapidamente rispetto alla media nazionale negli ultimi vent’anni. Se a livello nazionale l’incremento è stato del 0,38%, nelle tre città PaTreVe, l’incremento dell’indicatore di diseguaglianza dei redditi è stato prossimo o superiore al 2,5%.