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Carpaneda Ecofestival 2026: tre giorni per abitare, conoscere e prendersi cura di un territorio

Casa Carpaneda

Un bosco che lentamente si trasforma in selva. Una roggia da seguire per imparare ad ascoltarne il respiro. Un orto con cui dialogare. Una casa rurale che, dopo anni di cura condivisa, diventa formalmente un bene da amministrare insieme. E poi il teatro tra gli alberi, il cinema portato nei campi, persone che diventano libri, bambini alla ricerca di volti nascosti nelle cortecce.

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre 2026 torna al Prato di Casa Carpaneda, in Strada della Carpaneda 57 a Vicenza, il Carpaneda Ecofestival, giunto alla sua quarta edizione: tre giorni in cui pratiche agroecologiche, ricerca, partecipazione e linguaggi artistici si incontrano per interrogare il rapporto tra esseri umani, territorio e ambiente e sperimentare forme diverse di cura e di costruzione della comunità.

Carpaneda Ecofestival 2026 è un’iniziativa realizzata da un’ampia rete di realtà locali: La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale, Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune, Comunità Vicentina per l’Agroecologia, EQuiStiamo, ife collective, Bucce Studio, Laboratorio Spazi Rurali e Boschi Urbani, Circolo Legambiente Ovest Vicentino, Circolo Legambiente Vicenza, LIES – Laboratorio dell’Inchiesta Economica e Sociale, Working Title Film Festival, VeZ – Veneto Ecologia Z Generation, Rete GAS Vicentina e La Scuola del Filò.

Il progetto è sostenuto da Fondazione Gabaldo, con la collaborazione del Comune di Vicenza e di Magis, nell’ambito di Terrestri d’Estate 2026.

Un festival che nasce da un luogo

Dal 2023 il Carpaneda Ecofestival porta l’attenzione su una porzione preziosa della Vicenza periurbana: la contrada di Carpaneda, con il suo bosco urbano, la roggia Dioma, i terreni agricoli e l’antica casa rurale, a poca distanza dalla zona industriale.

Fin dall’inizio, la cultura ha avuto un ruolo centrale nel percorso di riscoperta e attivazione di quest’area. Spettacoli, cammini, incontri, laboratori e pratiche collettive hanno permesso a molte persone di tornare a conoscere Carpaneda e, soprattutto, di riconoscerla non semplicemente come uno spazio verde, ma come un luogo di relazione, memoria e possibilità.

La quarta edizione assume quest’anno un significato particolare perché si conclude il percorso di co-progettazione per la gestione condivisa del terreno di pertinenza della casa rurale di proprietà comunale, da anni oggetto di cura e valorizzazione da parte dell’Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune.

Assemblea e Comune hanno condiviso per quattro anni la responsabilità di valorizzare l’area come Bene Comune, restituendola alla cittadinanza come spazio nel quale sperimentare partecipazione, impegno civico, salvaguardia ambientale e agroecologia. Il festival diventa così anche il racconto di un processo: quello attraverso cui la cura quotidiana di un luogo può trasformarsi in una forma concreta di responsabilità collettiva.

“Il Carpaneda Ecofestival si conferma un appuntamento significativo per la nostra comunità, offrendo un programma ricco di occasioni di approfondimento sui temi dell’ambiente e della cura del territorio. – dichiara Sara Baldinato, assessore all’ambiente e al patrimonio del Comune di Vicenza –  Attraverso momenti dedicati alla citizen science, laboratori sul campo, camminate esplorative e dibattiti, il festival propone modalità concrete di coinvolgimento per valorizzare il patrimonio naturale e pubblico della città. Iniziative di questo tipo rappresentano un valido esempio di cittadinanza attiva e partecipazione, in cui la condivisione di conoscenze e l’esperienza diretta diventano uno strumento fondamentale per promuovere una cultura diffusa della sostenibilità”.

“Negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto con l’assemblea per la gestione di Cascina Carpaneda, che si candida a essere uno dei migliori esempi concreti di amministrazione condivisa della nostra città. – afferma Leonardo Nicolai, assessore alle politiche giovanili – Amministrare un territorio non significa soltanto occuparsi degli spazi, ma costruire insieme le condizioni perché una comunità possa prendersene cura. L’amministrazione condivisa parte proprio da questa idea: riconoscere che i cittadini non sono soltanto destinatari delle scelte pubbliche, ma possono essere protagonisti, insieme all’amministrazione, nella cura e nella valorizzazione dei beni comuni. Un forte cambio di paradigma dopo le alienazioni fatte negli anni scorsi della nostra campagna a ovest della città”.

“Per noi L’Ecofestival – continuano i rappresentanti di Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune – è il manifesto del nostro progetto: da un lato è un’occasione di informazione, grazie per esempio alle tavole rotonde e ai laboratori di citizen-scienze, dall’altro è un richiamo verso persone nuove e curiose, di ogni età. Linguaggi diversi, da quelli artistici a quelli più esperienziali, ci aiutano a raggiungere questi obiettivi: il programma quest’anno propone laboratori artistici e esperienziali, itinerari esplorativi, cinema e teatro nel paesaggio. Il modo in cui progettiamo il festival, caratterizzato da riunioni periodiche e molto partecipate, riflette il metodo di orizzontalità e cooperazione che cerchiamo di adottare in tutte le nostre iniziative e nel percorso che mira a rendere questo bene di proprietà comunale un bene comune a tutti gli effetti. Questa edizione è il frutto del lavoro di rete, ricerca, pratiche e riflessioni portato avanti durante l’anno e arriva in un momento significativo: la fine della co-progettazione con il Comune, un percorso lungo e non scontato che ci incoraggia a continuare passo dopo passo verso la realizzazione della Casa dell’Agroecologia. Con l’Ecofestival l’Assemblea si afferma come spazio aperto e Carpaneda si rivendica come patrimonio collettivo.”

“Siamo felici – conclude Gianluca Cosaro, di Fondazione Gabaldo – di poter contribuire alla realizzazione di questo importante momento di sensibilizzazione e incontro sulla tematica ambientale; riteniamo che l’Ecofestival possa essere un evento molto importante per la programmazione e discussione delle azioni concrete da mettere in campo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, e per coinvolgere i cittadini su questo tema rendendoli più consapevoli del territorio che li circonda e dei comportamenti concreti che ciascuno di noi può tenere per fornire un contributo in questa sfida. È inoltre uno straordinario esempio di collaborazione fra Amministrazione ed Enti della società civile e di come sia possibile fare rete per valorizzare e sviluppare il nostro territorio nel pieno rispetto della natura, temi che riteniamo fondamentali e che rappresentano uno dei nostri primi obiettivi statutari”

Venerdì 11 settembre

Beni comuni, paesaggio e nuove forme di convivenza

Proprio il tema dei beni comuni apre il programma venerdì 11 settembre alle ore 18.00 con la tavola rotonda Commons e usi civici. Pratiche collettive e cura del territorio, a cura dell’Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune.

Con Marta Villa, docente di Antropologia culturale dei Domini Collettivi all’Università di Trento, Carlotta Novella, docente di architettura al Central Saint Martins di Londra e co-fondatrice de La Scuola del Filò, e Daniele Pepino, della redazione di Nunatak – Rivista di storie, culture, lotte della montagna, l’incontro mette in relazione esperienze diverse di gestione comunitaria dei territori.

Dalle terre alte ai contesti di pianura, l’interrogativo è lo stesso: quali forme di relazione possono nascere quando un luogo smette di essere pensato soltanto come proprietà e torna a essere considerato uno spazio di vita, responsabilità e reciprocità?

Carpaneda entra così nel dialogo come un laboratorio concreto di costruzione di un common: un luogo in cui la gestione condivisa non è soltanto un principio teorico, ma una pratica che negli anni ha coinvolto cittadini, associazioni e istituzioni.

Il cinema torna alla terra

La prima giornata prosegue alle 20.30 con Cinema Contadino, una masterclass con il regista padovano Michele Sammarco, seguita dalla proiezione del suo cortometraggio Sorta Nostra.

L’incontro, a cura di Working Title Film Festival e LIES – Laboratorio dell’Inchiesta Economica e Sociale, in collaborazione con CinemaPanda – La Scuola del Filò, attraversa una cinematografia profondamente legata alla cultura rurale, ai suoi riti, alle credenze e alle trasformazioni del lavoro contadino.

Sorta Nostra racconta Michele e Maria, ottant’anni trascorsi a lavorare la terra mentre il tempo, le generazioni e perfino il clima cambiano attorno a loro.

Il film arriverà a Carpaneda attraverso CinemaPanda, una Fiat Panda 4×4 trasformata in sala cinematografica itinerante: un cinema che non aspetta che il pubblico lo raggiunga, ma si sposta nei cortili, nei campi e nei luoghi dove normalmente uno schermo non arriva.

La masterclass è gratuita con prenotazione richiesta.

Sabato 12 settembre

Imparare a leggere un paesaggio

La giornata di sabato 12 settembre comincia alle 9.00 camminando.

Con Il respiro della roggia DiomaMirco Corato e Pierangelo Miola di EQuiStiamo – Vaghe Stelle accompagnano il pubblico lungo un itinerario ad anello dedicato al piccolo corso d’acqua di risorgiva che, da Costabissara, attraversa il Biron, il bosco di Carpaneda e raggiunge il Retrone.

La camminata, inserita nel percorso del Contratto di Fiume Retrone, alterna osservazione e approfondimento per interrogarsi sullo stato di salute della Dioma e sui paesaggi che attraversa, tra naturalità e artificio, antichi assetti agricoli e nuove infrastrutture.

Alle 10.30 anche bambine, bambini e famiglie entrano nel bosco con Il sentiero delle facce nel bosco, laboratorio dai 6 anni a cura de La Piccionaia, con Sara Belpinati e Cristina Salviati. Tronchi, radici, ombre e cortecce diventano il punto di partenza per cercare volti ed espressioni nascoste nella natura e costruire, con materiali semplici e rispettosi dell’ambiente, un sentiero che rimarrà a disposizione degli altri visitatori.

Alle 11.00, con Farsi selva: successioni ecologiche nel bosco di Carpaneda, la ricerca scientifica diventa invece esperienza partecipata. Filippo Fortuna, ricercatore dell’Università di Firenze – DAGRI, e Flora Giulia Simonelli, ricercatrice dell’Università di Padova – TESAF, guideranno un’attività di citizen science dedicata ai cambiamenti in corso nel bosco.

A sedici anni dalla sua creazione, infatti, il bosco di Carpaneda sta progressivamente abbandonando le forme originarie di una piantagione progettata dall’uomo: alcune specie scompaiono, altre arrivano, la vegetazione modifica i propri equilibri. Il pubblico contribuirà a un censimento collettivo della flora, osservando da vicino il processo attraverso cui il bosco si sta facendo, lentamente, selva.

Tutte le attività del sabato mattina sono a numero chiuso e richiedono la prenotazione. 

Dall’orto al corpo: imparare ad ascoltare ciò che vive

Nel pomeriggio, alle 15.00 e alle 16.30Dialogando con l’orto porta il pubblico tra le aiuole di Casa Carpaneda con l’agroecologo Luca Conte, per un laboratorio di orticoltura a cura della Comunità Vicentina per l’Agroecologia.

L’orto viene osservato come un ecosistema complesso, fatto di esseri viventi e relazioni in continuo mutamento. Una “passeggiata socratica” tra suolo e piante per imparare a riconoscere gli indicatori della salute di un ambiente e avvicinarsi a un’agricoltura fondata sull’osservazione e sulla conoscenza più che sulla standardizzazione.

Alle 16.00 il paesaggio si incontra invece attraverso il corpo con Paesaggi che risuonano / Resonant Landscapes, laboratorio ecosomatico condotto dall’artista del movimento Rebecca Marta D’Andrea, a cura di ife collective e Bucce Studio nell’ambito del Meeting Gardens Public Program Fest 2026.

Ascolto, respiro, movimento, immaginazione e scrittura diventano strumenti per esplorare la relazione tra paesaggio esterno e “territorio interno”, riconoscendo il corpo stesso come un ecosistema all’interno di un sistema più ampio.

Tutte le attività del sabato pomeriggio sono a numero chiuso e richiedono la prenotazione.

Il teatro entra nel bosco

Alle 17.00 il confine tra spettacolo e paesaggio si dissolve con Humana Foresta, performance esperienziale in natura della Compagnia Teatrale Petra, coprodotta con Scarlattine Teatro – Campsirago Residenze, a cura de La Piccionaia.

Ideata e diretta da Antonella Iallorenzi e Raffaella Giancipoli, con Antonella Iallorenzi, la performance conduce il pubblico – dai 5 anni – dentro gli spazi di passaggio tra presenza umana e mondo naturale.

Alberi, suoni, radici e piccoli paesaggi diventano elementi di un’esperienza in cui la fascinazione teatrale si intreccia con l’ascolto personale. Il cammino conduce verso una presa di coscienza e una responsabilità: provare a rinnovare quel patto antico di convivenza che lega esseri umani e natura.

L’attività è a numero chiuso e richiede la prenotazione.

Transizione energetica e consumo di suolo

Alle 18.00, la tavola rotonda Fame di energia porta la riflessione su uno dei nodi centrali della trasformazione contemporanea: la produzione energetica e il suo rapporto con i territori agricoli.

Con Maura Benegiamo, ricercatrice in sociologia economica e del lavoro, e Gianluca Ruggieri, docente di Fisica tecnica ambientale e presidente della cooperativa energetica Ènostra, l’incontro osserva la diffusione del fotovoltaico nelle campagne come punto di partenza per interrogare la transizione energetica.

Come distinguere una transizione sostenibile, giusta e democratica da nuove forme di estrattivismo? E quale spazio può avere una riflessione sul fabbisogno energetico in un’epoca segnata da intelligenza artificiale, data center e dal mito della crescita continua?

L’incontro è a cura di Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune, Legambiente Ovest Vicentino e Legambiente Vicenza.

Alle 20.30 il tema del territorio torna attraverso il linguaggio teatrale con La Conta, monologo di e con Edoardo Billato, tratto dal racconto di Erica Panighello, produzione Legambiente Ovest Vicentino.

Al centro c’è Luigi, un uomo che ha visto i campi sui quali aveva lavorato per tutta la vita trasformarsi nel tracciato di un’autostrada. Dal cavalcavia sul quale continua ostinatamente a contare le auto che passano, la sua storia interroga il pubblico sul consumo di suolo, sull’impatto delle grandi opere e sul rapporto tra le trasformazioni del paesaggio e le vite delle comunità che lo abitano.

Domenica 13 settembre

Mercato, incontri e conoscenza condivisa

La giornata conclusiva di domenica 13 settembre inizia alle 10.00 con il ritorno del Mercato Genuino di Carpaneda, a cura della Rete GAS Vicentina.

Produttori del territorio, filiera corta e consumo critico diventano occasione non soltanto di acquisto, ma di relazione tra chi produce e chi consuma: un piccolo patto tra città e campagna costruito attorno a cibo locale e a prezzi capaci di riconoscere il valore del lavoro e delle risorse impiegate.

Sempre dalle 10.00 sarà possibile entrare nella Biblioteca Vivente, progetto nel quale i libri sono persone in carne e ossa disponibili a condividere un capitolo della propria esperienza. Una pratica nata per favorire l’incontro e contrastare stereotipi e pregiudizi attraverso un gesto semplice e sempre meno scontato: sedersi davanti a qualcuno e ascoltarlo.

Alla stessa ora, il laboratorio A chi tocca?, con l’educatore Jan Stella, propone a bambine, bambini e ragazzi dagli 8 anni una selezione di giochi da tavolo contemporanei dedicati a temi ambientali, trasformando il gioco in uno spazio di scelta, strategia e conoscenza.

Alle 10.30Leggere come misura del terreno comune propone invece un laboratorio, sempre su prenotazione, di arpentage a cura di ife collective e Bucce Studio, nell’ambito di Meeting Gardens Public Program Fest 2026. Un libro viene letteralmente diviso tra i partecipanti, letto a frammenti e poi ricostruito insieme: la lettura diventa così una pratica collettiva in cui prospettive differenti contribuiscono alla produzione di un sapere condiviso.

Alle 11.00, bambine e bambini dai 6 anni potranno partecipare, su prenotazione, a Mimetismi, officina creativa con la naturalista Viviana Frisone e Anita Liotto, dedicata agli insetti e alle loro straordinarie strategie di adattamento. Dopo averne osservato forme e comportamenti, il pubblico costruirà con foglie, ramoscelli, pigne e altri materiali naturali una popolazione di “insetti improbabili” pronta a mimetizzarsi negli spazi di Casa Carpaneda.

Una chiamata al mondo contadino

Il festival si chiude alle 15.00 con l’Assemblea per la convergenza contadina, a cura della Comunità Vicentina per l’Agroecologia e dell’Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune.

Un confronto aperto sul futuro dell’agricoltura e sulle grandi trasformazioni sociali, tecnologiche e climatiche che attraversano il mondo contadino. A due anni e mezzo dalla Conferenza per la convergenza agroecologica e sociale di Roma e a un anno dal primo confronto ospitato a Carpaneda, l’Ecofestival torna a interrogarsi sulla possibilità di costruire alleanze più solide tra agricoltura, movimenti per la salvaguardia ambientale e istanze di giustizia sociale.

Una conclusione che restituisce il senso dell’intero festival: non soltanto raccontare un territorio, ma provare a costruire insieme gli strumenti per abitarlo e prendersene cura.

Programma completo e iscrizioni a questo link

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