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Il Piano del Verde del Comune di Padova tra narrazione e realtà

In questi giorni la giunta comunale di Padova ha presentato il nuovo Piano del Verde. Si tratta di uno strumento sovraordinato che disegna una visione strategica dell’assetto naturale e semi-naturale, agro-selvicolturale, urbano e peri-urbano della città, definendone i principi e fissando i criteri di indirizzo per la realizzazione di aree verdi pubbliche nella futura pianificazione urbanistica generale.

A questo proposito, pubblichiamo un’analisi realizzata dai professionisti di “Urbanistica e Contesto” gruppo di Osservazione Urbana Padova.

Si deve precisare che il Bilancio Arboreo del Comune è un obbligo imposto dalla legislazione vigente alla scadenza del mandato del sindaco (L. 14.01.2013 n° 10 – art. 3 bis comma 2), e non una libera scelta dell’Amministrazione, come invece è stato da questa presentato.

I punti che seguono si riferiscono alle “osservazioni” presentate all’Amministrazione Comunale per indicare le carenze secondo noi presenti nel Piano del Verde.

1. Aree Fruibili e Non Fruibili

Il Piano non distingue le diverse tipologie individuate tra fruibili e non fruibili. Infatti in questo censimento, per valutare le aree verdi a disposizione degli abitanti, sono stati inseriti indifferentemente parchi, giardini, rotonde, spartitraffico, aiuole stradali, svincoli, aree verdi cimiteriali, aree di risulta, senza una distinzione tra aree fruibili e non fruibili.

Anche le aree verdi di impianti sportivi, edifici pubblici, scuole e asili nido, pure censite, secondo quanto scritto nel Piano stesso, sono “ad uso pubblico ma non accessibili nelle stesse modalità delle altre aree verdi” (nota 1).

Di conseguenza la quantità di verde pubblico per abitante, se calcolato solo sulle aree fruibili da tutti, passa dai dichiarati 28 mq/abitante a 11 mq/abitante (nota 2).

Il Piano, invece, deve presentare i dati chiaramente distinti fra aree fruibili da tutti i cittadini e aree non fruibili.

Inoltre nel calcolo della metratura totale delle aree verdi di proprietà comunale c’è una significativa discrepanza (453.876 mq.) fra il dato presentato nel Piano (5.802.930,00 mq) e il dato che si ottiene sommando tutte le aree censite nella tabella (5.349.054,05 mq), che farebbe passare la disponibilità di verde di proprietà del Comune da 28 mq/abitante a 25,7 mq/abitante.

Risulta difficilmente comprensibile l’origine della sovrastima dei 453.876 mq di differenza (nota 2).

2. Verde di prossimità

Un aspetto molto interessante e qualificante del piano è il cosiddetto verde di prossimità, cioè le aree verdi di proprietà comunale accessibili dai cittadini entro i 300 / 800 metri o 5 / 15 minuti in termini di tempo (vedasi Allegato 6, 6.1, 6.2, 6.3 e 6.4). Dall’analisi dei dati forniti, risulta che più di 50.000 abitanti di Padova non rientrano nei suddetti parametri.

Inoltre il verde di prossimità non è calcolato sulla base del percorso a piedi ma utilizzando il raggio di utenza all’interno dei 300 metri o degli 800 metri. Gli stessi estensori del PdV dichiarano che in questo modo rientrano nelle aree servite a 300 e 800 metri anche zone la cui distanza di percorrenza è molto maggiore.

3. Un nuovo albero per ogni nuovo bambino

La menzionata Legge 14.01.2013 n° 10 – art. 2 comma 1, prevede che i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti (…) sono obbligati a porre a dimora un albero per ogni neonato o minore adottato, ribadito nel successivo Art. 3 – I comuni che non dispongano di aree idonee per la messa a dimora delle piante possono far ricorso, nel quadro della pianificazione urbanistica, all’utilizzazione, mediante concessione, di aree appartenenti al demanio dello stato.

L’importanza di questo articolo non è secondaria tenendo conto che i nati a Padova negli ultimi cinque anni sommano a 7.082 (dati Anagrafe comunale) con una media di 1.416 nuovi nati all’anno, con la conseguenza che qualsivoglia l’amministrazione deve individuare / recuperare / rigenerare o acquisire nuove aree da destinare a questo uso.

4. Aree verdi Consorzio Zip

Un dato rilevante è il mancato censimento delle aree verdi di proprietà del Consorzio ZIP, che pure è un ente di diritto pubblico. Il 16% dell’intera zona industriale, secondo lo standard, raggiunge circa 1.200.000 mq di verde che dovrà essere consegnato al Comune.

Oltre al parco Roncajette (censito come parco) ci sono il parco Fenice, parchi interclusi, l’area verde di via Germania, il presidio Wigwam e altre aree (nota 3).

Riteniamo che sia assolutamente fondamentale che nel Piano siano comprese anche le aree verdi di proprietà del Consorzio ZIP, per tutelarle dalla possibile alienazione e diverso utilizzo in fase di liquidazione dei beni del Consorzio ZIP.

5. Area ex Caserma Prandina

L’area della ex Caserma Prandina non viene indicata come parco all’interno della cinta muraria, pur essendo vincolata nel pre-vigente Piano degli Interventi a Zona Verde Pubblico e Attrezzato. Tenendo presente la carenza del verde di prossimità nella zona del centro storico rilevata chiaramente dal Piano stesso (nota 4) non si ritiene giustificata la scelta di non aver destinato a parco l’area della ex Caserma Prandina, anche in considerazione delle indicazioni emerse dal percorso partecipato Agenda21 tenutosi nel 2019. La difesa della salute dei cittadini (nota 6) e la diffusione di una cultura della sostenibilità in tema di ambiente urbano e mobilità cittadina sono scelte dichiarate dall’attuale amministrazione che rimangono lettera morta se non si materializzano attraverso azioni concrete.

6. Parco delle Mura e delle Acque

Si osserva che, fra le aree che andranno a costituire il Parco delle Mura e delle Acque, moltissime sono di proprietà di terzi. Tuttavia non è indicato con quali finanziamenti e con quali tempi si potrà realizzare l’opera (nota 7).

È quindi necessaria la predisposizione di un piano economico operativo che individui le risorse per acquisire le nuove aree verdi per il completamento del Parco delle Mura e delle Acque.

7. Partecipazione

La gestione delle aree verdi, secondo il Regolamento per la gestione dei beni comuni, prevede la partecipazione dei cittadini. Presupposto necessario per qualsiasi forma di partecipazione è una adeguata informazione: le mappe pubblicate online non sono sufficientemente leggibili per scala e definizione. È quindi necessario e urgente mettere a disposizione dei cittadini planimetrie di maggior definizione e schede dettagliate area per area.

8. Opere di urbanizzazione, recupero e manutenzione

Sempre la legge 14.01.2013 n° 10 all’Art. 4 al comma 3 prescrive che le maggiori entrate derivanti dai contributi per il rilascio dei permessi di costruire (…) sono destinate alla realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e di manutenzione del patrimonio comunale in misura non inferiore al 50% del totale annuo.

Sarebbe importante sapere se questa Amministrazione e le future hanno rispettano e rispetteranno questa precisa indicazione di legge, precisando quali sono state le aree, le opere e le manutenzioni effettuate con particolare riferimento a parchi e giardini.

Considerazioni a margine

La mancata o insufficiente correlazione tra la redazione del Piano del Verde, da una parte, e la redazione del Piano degli Interventi, dall’altra, è dovuta presumibilmente al fatto che entrambi gli strumenti sono stati messi in cantiere con un certo affanno nell’ultima fase dell’attuale quinquennio amministrativo, e hanno sofferto di una tempistica necessariamente incalzante.

Si è disatteso in tal modo uno degli obiettivi del Piano del Verde che, giusta le indicazioni della Strategia Nazionale del Verde Urbano, è quello di orientare la pianificazione (…) degli spazi aperti.  Allo stesso tempo, l’Amministrazione comunale uscente ha colpevolmente mancato anche lo scopo specifico del Piano degli Interventi, strumento prescrittivo per portare a termine le scelte urbanistiche nel corso della consigliatura, e ha lasciato decadere il piano vigente senza riuscire ad approvare il nuovo Piano prima della fine del suo mandato, creando in questo modo un pericoloso vuoto normativo.   

Padova, 21 Marzo 2022 (articolo aggiornato il 31 marzo)

“Urbanistica e Contesto” – Gruppo di Osservazione Urbana Padova


Note

Nota 1
Le “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” (derivanti dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 10) (Punto 2.1. b. II°) prevedono: “la classificazione tipologica delle strutture vegetali ma anche quella funzionale delle diverse aree verdi comunali, distinguendo il verde fruibile da quello non fruibile, il verde gestito dal verde non gestito (o semi-naturale); ogni tipologia di verde esercita naturalmente i suoi positivi servizi ecosistemici determinando impatti diversi, diretti e indiretti, sulla qualità della vita”.

Nota 2

Nota 3

Nota 4
Tavole a pag. 431 dell’elaborato 19 All-08  Strategie – Parchi e Accessibilità.

Nota 5
L’obiettivo primario dell’Amministrazione è la difesa della salute dei Cittadini (L.S.M. 2017- 2022).

Nota 6
La gestione della mobilità urbana è correlata alla qualità dell’ambiente, essendo evidenti le conseguenze del traffico sull’inquinamento dell’aria: perciò un’amministrazione comunale che farà della condivisione la prassi irrinunciabile del proprio metodo di governo, dedicherà particolare attenzione anche alla diffusione di una cultura della sostenibilità in tema di ambiente urbano e mobilità cittadina (L.S.M. 2017-2022).

Nota 7
Il punto 2.1.c I° delle Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile prevede: Nel PdV dovranno essere poi chiaramente esplicitati i meccanismi di attuazione e di monitoraggio degli obiettivi prefissati e man mano raggiunti, tra cui: […] i progetti operativi e le soluzioni progettuali da realizzare nel breve-medio termine con le risorse finanziare individuate.

Foto: Padova, Giardino dei giusti del mondo, di Amarvudol – Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikipedia

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