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Polo della salute di Padova: perché questo progetto non mantiene le promesse

Pubblichiamo un intervento del Comitato SOS S. Antonio – Sanità Pubblica sul tema del nuovo Polo della Salute di Padova.
L’attuale progetto del nuovo Polo della Salute, si sostiene nell’articolo, non realizza quanto promesso: il Giustinianeo non sarà l’“Ospedale della città”, ma solo una “torre dell’emergenza-urgenza”, neanche del tutto autonoma dal punto di vista funzionale visto che i malati più gravi dovranno essere trasportati al Polo S. Lazzaro, centro della ricerca, didattica e delle cure di alta specialità. Questa organizzazione mette per il prossimo futuro una seria ipoteca sulla disponibilità di servizi per i cittadini soprattutto anziani e fragili. È necessario, secondo il Comitato SOS S. Antonio – Sanità Pubblica, rivedere la programmazione sanitaria garantendo la pari dignità tra i due Poli e l’equità delle cure. Bisognerà inoltre vigilare sulle modalità di finanziamento per evitare alla comunità indebitamenti non sostenibili.
L’articolo comincia esponendo le criticità ambientali e gestionali del progetto, per metterne quindi in luce le principali carenze che erodono le possibilità di conciliare alta specializzazione e assistenza di prossimità.

Il nuovo Polo della salute – Ospedale policlino di Padova

Nel 2020, dopo alterne vicende, il progetto per il Nuovo Ospedale di Padova trova l’attuale configurazione su due Poli: Giustinianeo e Polo S. Lazzaro a Padova Est, configurazione gravata da alcune importanti criticità ambientali di cui facciamo solo un cenno:

  • L’area ospedaliera è posta in prossimità del punto di maggior concentrazione di stabilimenti chimici e farmaceutici a rischio di incidente rilevante [1].
  • Il perimetro dell’area è percorso da vie di trasporto con pericolosità di 3° e 4° grado (su 5 gradi) e quindi soggetta a rischio di trasporto di sostanze pericolose con possibile fuoriuscita di sostanze tossiche o incendiarie in caso di incidenti su questi tratti stradali e ferroviari [2].
  • L’area ospedaliera dista solo 1100 metri dall’area dell’inceneritore [3].
  • Il rischio di allagamento dell’area per cui l’Ospedale   potrebbe essere sommerso per un’altezza variante tra 0 cm. e 2 m [4].
  • Il traffico della zona di Padova Est già adesso molto congestionato e destinato a peggiorare per la realizzazione di nuove grandi strutture commerciali (Bricoman, ecc…).

Altrettanto importanti sono le criticità organizzativo/gestionali per inquadrare le quali è necessario fare un po’ di storia.

La storia del nuovo Polo della Salute di Padova

Il 21 Dicembre 2017 viene firmato l’Accordo prodromico (successivamente menzionato come pre-accordo) che sancisce la parità dimensionale dei due Poli (900 posti letto ciascuno).

Nel Luglio 2018, la Regione Veneto, il Comune di Padova, l’Azienda Ospedaliera (ora Azienda Ospedale – Università) la Provincia e l’Università degli Studi di Padova siglano l’Accordo per la Realizzazione del nuovo Polo della Salute di Padova, recependo i contenuti del pre-accordo.

Nell’ultimo ultimo Accordo di Programma per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute – Policlinico di Padova (ratificato dal Consiglio Comunale l’11 05 2020) la pari dignità dimensionale scompare visto che al Polo di Padova Est vengono assegnati 963 posti letto (p/l)  e al Giustinianeo 719 (di cui 343 del Polo della donna e del bambino).

Il Polo di via Giustiniani arriva a 909 posti letto aggiungendo ai 719:

  •  50 posti letto di Ospedale di Comunità che però è una  struttura intermedia tra l’ospedale e l’assistenza domiciliare  per tutti quei malati cronici e fragili per i quali non è appropriata l’ospedalizzazione ma che  necessitano di un’assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio. Gli Ospedali di Comunità sono strutture gestite dalla ULSS e prevedono la presenza medica solo per alcune ore al giorno e, superati i 30 giorni di degenza, prevedono il pagamento di un contributo.
  • 140 posti letto dello IOV (Istituto Oncologico Veneto) che tuttavia non può essere considerato un Ospedale cittadino perché è un Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) di rilevanza nazionale, sotto il controllo del Ministero della Salute e persegue finalità di ricerca e cure solo in campo oncologico.

Il compito di elaborare la visione del “Nuovo Polo della Salute Ospedale – Policlinico di Padova è stato affidato solo all’Università” [5] e la programmazione che ne è derivata è basata solo sulla previsione dell’evoluzione della scienza e della tecnologia medica e non prende in considerazione l’evoluzione dei bisogni sanitari della popolazione di riferimento: la “città metropolitana”, circa 400.000 persone, spostate verso la senilità.

I divesi ruoli dell’ospedale civile e del policlinico

Per essere più espliciti, a Padova come in altre sedi universitarie, i poli ospedalieri hanno sempre avuto compiti diversi, da una parte “l’ospedale civile”, a servizio della comunità cittadina, dall’altra il “policlinico” ovvero la struttura Universitaria avente come primo scopo la ricerca e la didattica e la funzione assistenziale prevalentemente subordinata a questo. Gli ospedali “generali” rispondono ai bisogni di cura della comunità in cui sono inseriti, mentre quelli universitari si rivolgono a bacini territoriali più vasti e seguono malattie e casistiche più complesse.

Tale divisione di compiti, anche se grossolanamente delineata, resta tuttora valida: unificare le due “mission” rischia fatalmente, a nostro parere, di sacrificare le necessità assistenziali della comunità padovana, e non realizzare quella necessaria integrazione delle cure tra ospedale e territorio. Infatti, nell’attuale programmazione, l’integrazione è prevista solo tra le diverse tipologie di specialisti all’interno della struttura, ma non si parla mai di collegamento con il territorio con la medicina di famiglia, né si parla di percorsi di cura personalizzati o di processo decisionale condiviso, né è previsto un punto di raccordo tra ospedale e territorio per le “ammissioni e dimissioni protette” dei pazienti fragili.

Padova ha un indice di vecchiaia che vede 228,9 anziani ogni 100 giovani ed è proprio tenendo conto di questo dato che l’organizzazione dei due Poli oltre ad essere poco integrata risulta inadeguata, soprattutto se si considerano due punti principali.

1. L’organizzazione dell’Area dell’Emergenza-Urgenza (Torre dell’Emergenza)

  • Nel Polo Giustinianeo ci sarà l’unico “punto per l’Urgenza aperto al diretto accesso dei cittadini di tutta l’area padovana […] punto di riferimento assistenziale per la città […] equipaggiato con risorse tecnologiche e professionali che ne permettano una pressoché completa autonomia funzionale per poter affrontare di fatto ogni tipo di emergenza, ma sarà organizzato per gestire prevalentemente urgenze non critiche [6].
  • Nel Polo S. Lazzaro è prevista “l’area Emergenza – Trauma Center […] senza accesso diretto al pubblico, ma alimentata dalle afferenze medicalizzate del territorio e dall’ eventuale invio, dopo stabilizzazione, dall’area Giustinianea” [7].

Ci chiediamo: un paziente grave che non troverà tutte le cure al Giustinianeo, una volta inquadrato e stabilizzato verrà spostato e inviato al Polo super-specialistico di Padova Est?             

A nostro avviso, non è assolutamente accettabile lo spostamento di pazienti critici sia per i rischi dal punto di vista clinico e della sicurezza che un trasferimento comporta sia per le problematiche organizzative (elevato impegno di risorse umane).

Né ci rassicura l’ipotesi di un futuribile people mover che dovrebbe sfrecciare con pazienti critici per 7 kilometri in una situazione di traffico già ora congestionata, destinata a peggiorare e che potrebbe renderebbe insostenibile il ritardo della cura di questi pazienti molto gravi.  

2. La carenza di posti letto dei reparti nel Polo Giustinianeo

La programmazione sanitaria del Nuovo Ospedale che ha come punti di riferimento il Documento di Visione dell’Università del 2018 e le Schede Ospedaliere del DGR 614 del maggio 2019 (entrambi redatti in era pre-pandemica) mostra una evidente disparità tra i due poli.

Infatti all’Area Medica del Giustinianeo sono stati assegnati 214 p/l mentre a quella di Padova Est 391, per l’Area Chirugica al Giustinianeo sono stati assegnati 110 p/l a fronte dei 432 di Padova Est e per la Terapia Intensiva al Giustinianeo 22 mentre a Padova Est 90.

In sostanza:

Il Giustinianeo non sarà l’ospedale dei padovani ma solo una torre dell’Emergenza-Urgenza (neanche del tutto autonoma) con alcuni posti letti ad essa collegati, ma senza la maggior parte dei reparti alle spalle.

Il Polo San Lazzaro sarà il fiore all’occhiello del futuro Polo della Salute “con profilo di alta specialità, in grado di competere con i centri di eccellenza in campo nazionale e internazionale, con profili di accoglienza alberghiera di alto, altissimo livello”, più adatto quindi, ad essere attrattivo, piuttosto che al servizio della comunità di riferimento. Probabilmente assorbirà la maggior parte delle risorse economiche che probabilmente dovranno essere trovate ricorrendo anche al Project Financing o altre forme di finanziamenti privati [8].

Quale sanità vogliamo?

Vogliamo una sanità fondata solo sugli ospedali super-specialistici senza alcun collegamento con il territorio, come il modello Lombardo? O una sanità che sappia conciliare l’alta specializzazione con un’assistenza sanitaria di prossimità, di facile accesso e di presa in carico della persona nella sua globalità?

Noi pensiamo fondamentale che a Padova siano realizzati:

  1. Il Polo San Lazzaro a Padova Est, polo dell’alta specialità, della ricerca e della didattica di respiro regionale e nazionale, che dovrà essere realizzato senza nulla togliere alla comunità.
  2. L’Ospedale Cittadino di via Giustiniani, ospedale generalista, inserito nella rete degli Ospedali ULSS, completo nella risposta ai bisogni di salute della comunità, sia per quanto riguarda l’urgenza, sia per tutta l’attività programmata di media e bassa complessità, con percorsi di cura fortemente collegati con le cure territoriali.

Pensiamo inoltre che la programmazione sanitaria debba salvaguardare l’Ospedale S. Antonio, prima inserito nella rete degli ospedali ULSS e da gennaio 2020 ceduto in “comodato d’uso gratuito” all’Azienda Ospedaliera di Padova. I suoi posti letto a bassa e media complessità, dedicati alle malattie comuni, attualmente sono presenti “in itinere” nelle schede sanitarie e rischiano di “evaporare”. Se questo avvenisse si accentuerebbero le note difficoltà ad assicurare i ricoveri delle persone bisognose di quel tipo di cure, spesso anziane e fragili che saranno costrette a un pendolarismo sanitario fuori dalla città di Padova.

Note

[1] PATI Piano di Assetto Territoriale Intercomunale 

[2] Piano Comunale di Protezione Civile

[3] Servizio Prevenzione ULSS6

[4] VAS Valutazione Ambientale Strategica

[5] Accordo per la Realizzazione del nuovo Polo della Salute di Padova, Articolo 4.4. L’Università “elaborerà il Documento di Visione del Nuovo Polo della Salute – Ospedale Policlinico di Padova – che ne definisce i contenuti scientifici, didattici ed assistenziali e ne propone il disegno funzionale integrato agli altri enti”.

[6] Pag 12 e 13 de “Il nuovo Polo della Salute di Padova – Ospedale Policlinico di Padova”

[7] Pag 14 de “Il nuovo Polo della Salute di Padova – Ospedale Policlinico di Padova”

[8] Accordo di Programma 4.1.: “La Regione, alla quale spetta l’approvazione del finanziamento dell’opera, oltre ad aver già accantonato parte delle somme necessarie, sta valutando ulteriori mezzi di finanziamento e le modalità di realizzazione del “Nuovo Polo della Salute – Ospedale Policlinico di Padova””

Riferimenti Bibliografici

Accordo ex art.15 DLgs.241/90 e s.m.i. Prodromico al successivo Accordo di Programma per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute di Padova, 21 dicembre 2017 (pre–accordo)

Accordo per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute – Ospedale Policlinico di Padova, 23 luglio 2018

Accordo di Programma per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute – Ospedale Policlinico di Padova, 22 aprile 2020, ratificato dal consiglio comunale l’11 maggio 2020

“Il Polo della Salute di Padova. Una nuova visione di Medicina” qui citato come Documento dell’Università

Schede di Dotazione Ospedaliera DGR 614 del 14 maggio 2019, Regione del Veneto

Immagine: Mappa dell’area in cui sorgerà il nuovo Polo della salute, dalla variante al Piano degli interventi del comune di Padova

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